Memoria e Ricerca. Rivista di storia contemporanea (numero 3, 2016)

1127-0195La sezione monografica di questo fascicolo curata da Lucia Ceci, prende in esame alcune riconosciute “icone” cattoliche che si sono imposte sotto il pontificato wojtyliano: santi e santuari che appartengono di diritto al più variegato pantheon dei miti della società post-secolare, compresa la persona stessa del papa, oggetto di massicci fenomeni devozionali (Roberto Rusconi, I tanti volti di un pontefice polacco: Giovanni Paolo II da leader carismatico a santo canonizzato). Particolare attenzione è rivolta al culto mariano, di certo il più amato dal pontefice polacco, qui analizzato in relazione alle due “icone” della Virgen di Guadalupe (Massimo De Giuseppe, Guadalupe: il caleidoscopio della pluriculturalità. Religione, nazione, società nel lungo Novecento), alla quale è dedicato il più grande santuario mariano del mondo, visitato ogni anno da venti milioni di pellegrini, e della Madonna di Fatima, la cui devozione, dai tratti marcatamente politici, fu rilanciata da Giovanni Paolo II dopo l’attentato subito in piazza san Pietro il 13 maggio 1981, anniversario della prima apparizione della Madonna ai pastorelli portoghesi (José Barreto, I messaggi di Fatima tra anticomunismo, religiosità popolare e riconquista cattolica). Tra le devozioni contemporanee che, a partire soprattutto dagli anni Ottanta, assumono una dimensione transnazionale e di massa sono qui affrontate le figure di Francesco d’Assisi (Raimondo Michetti, Francesco d’Assisi al passaggio del millennio: dal santo modernista all’icona planetaria) e Madre Teresa di Calcutta (Valentina Ciciliot,Una santa sotto i riflettori: Madre Teresa di Calcutta tra lotta antiabortista e carità globalizzata).

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