La «Passio» di san Donato vescovo di Arezzo.
Edizione critica, traduzione e commento a cura di P. Licciardello

La Passio di san Donato vescovo di Arezzo, martire, secondo la tradizione, nel 362 sotto Giuliano l’Apostata, è un testo agiografico di origine altomedievale che ha goduto di ampia fortuna, essendo trasmesso da più di 200 manoscritti senza contare le versioni inserite nei leggendari abbreviati. La presente edizione è preceduta da un ampio studio introduttivo in cui è ricostruita l’evoluzione del testo, a partire da una versione capostipite di età longobarda (identificata dai Bollandisti con il numero BHL 2289). Emerge un complesso gioco di scritture, riscritture e contaminazioni che si possono ricondurre a tre versioni principali: quella di età longobarda, una versione di età carolingia in cui confluiscono i miracoli dell’omonimo san Donato di Evorea (Famiglia A aucta) e una versione, probabilmente aretina, redatta tra fine X e inizi XI secolo, che mette ordine nelle versioni precedenti (BHL 2294). Sono queste tre versioni principali – intese come snodi centrali nell’evoluzione del testo – a essere oggetto dell’edizione. Ogni testo criticamente stabilito è accompagnato dalla traduzione e da un apparato di note di commento, volte a illustrare fatti e personaggi, aspetti storici, archeologici e linguistici. La straordinaria vitalità di questo testo agiografico attraverso i secoli ne indica il ruolo di primaria importanza nella devozione dei fedeli e nella costruzione dell’identità ecclesiastica locale.

Info: www.sismel.it

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