Il progetto

Responsabile scientifico: Claudia Santi

Il progetto di studio, didattica e ricerca sul patrimonio culturale immateriale campano ha come oggetto la festa di Sant’Antonio celebrata annualmente dalle comunità di Macerata Campania e di Portico di Caserta, denominata in dialetto locale ‘A festa ‘e Sant’Antuono. La festa viene organizzata e realizzata dalle due comunità il 17 gennaio, data in cui il calendario liturgico celebra la figura di Sant’Antonio Abate, il santo eremita protettore degli animali domestici e di quanti lavorano con il fuoco. Attuando una sinergica collaborazione tra docenti-ricercatori dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli afferenti al Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (che nel 2018 ha ottenuto dal MIUR il prestigioso riconoscimento di ‘Dipartimento di Eccellenza’), i partner sul territorio e l’AISSCA, una delle maggiori società scientifiche internazionali relative al culto dei santi, il progetto intende produrre una ricognizione completa di tutti gli elementi culturali, storici, rituali e simbolici, presenti nella festa di Sant’Antuono, in una prospettiva sia diacronica, volta alla individuazione delle origini dei singoli elementi, sia sincronica, al fine di consolidare la conoscenza e di sostenere il valore e l’unicità della festa all’interno del patrimonio immateriale delle culture agricolo-rurali della Campania, per giungere ad una proposta ermeneutica complessiva. Tutte le attività progettate saranno dirette a rafforzare la conoscenza de ‘A festa ‘e Sant’Antuono da parte del territorio e a costituire un complesso gli studi propedeutici per la candidatura della festa all’iscrizione nella Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity UNESCO.

Gli ambiti della ricerca

Per quanto riguarda l’ambito folklorico, etnografico, storico-religioso (prof.ssa Claudia Santi) la ricerca, secondo il metodo della ricerca folklorica, si propone di raccogliere, analizzare, documentare e valorizzare i diversi momenti rituali della festa, con particolare attenzione a quegli elementi che sembrano rappresentare un unicum all’interno della cultura immateriale e delle manifestazioni folkloriche proprie dei ceti subalterni e delle comunità agricolo-rurali della Campania, quali le battuglie, la past’e’llessa e il simbolismo dei fuochi figurati. Attraverso la ricerca sul campo si procederà alla raccolta di documenti inediti sia testuali che visivi, come base per costituzione di un corpus etnografico della festa, ai fini anche dell’inserimento negli archivi multimediali, come meglio specificato negli obiettivi e risultati attesi. In ambito linguistico (prof. Domenico Proietti) la ricerca si propone la raccolta e l’analisi storico-linguistica (per i testi in italiano) e dialettologica (per i testi in dialetto) dei documenti (cronache, testimonianze, memorie, documenti d’archivio, ecc.) e dei testi (canti, filastrocche, poesie, acconti, proverbi, ecc.) relativi alla festa, anche in connessione e in comparazione con documenti e testi legati al culto di S. Antonio Abate in altri centri della Campania (da Napoli a Nusco, da Saviano a Solofra, ecc.).

Per quanto attiene agli ambiti iconografico e storico-artistico (proff. Riccardo Lattuada, Almerinda Di Benedetto) attraverso lo spoglio di tutte le fonti reperibili – documenti di archivio, pubblicazioni, materiale a stampa locale e regionale – si intende ricostruire la storia delle immagini rituali della Festa di Sant’Antuono tra XVIII e XX secolo, dai carri ai fuochi pirotecnici figurati, con particolare attenzione all’allestimento dei carri – le Battuglie di Pastellessa – che costituiscono uno dei momenti più significativi del folklore maceratese, complesso intreccio di tradizione popolare, rito apotropaico e devozione religiosa. La ricerca, inoltre, si propone di esaminare i prodotti dell’arte sacra incentrati sulla figura di Sant’Antonio o riferibili al Santo, presenti nel territorio di Macerata Campania e nei territori limitrofi; l’attenzione si concentrerà in particolare sulle rappresentazioni in cui si possono rilevare varianti locali, espressione di un immaginario rielaborato a livello di comunità come tratto identitario. Sarà anche necessario collegare le fonti testuali sulla vita di Sant’Antonio alle loro rappresentazioni artistiche nell’Italia Centrale e Meridionale tra Medioevo e Età Moderna.

In ambito storico e agiografico-letterario (proff. Giulio Sodano, Daniele Solvi) si intende procedere da una parte, alla raccolta e all’analisi dei documenti a stampa e archivistici relativi alla festa di Sant’Antuono per l’età moderna, all’analisi dell’agiografia antoniana proposta nel corso dell’età moderna nel Mezzogiorno d’Italia e all’analisi dei miracoli antoniani nell’età moderna nel territorio maceratese, dall’altra a un’indagine che, partendo dalla ricca produzione letteraria sul santo, sia nei suoi testi fondativi sia nelle riscritture succedutesi nel corso dei secoli, documenti il quadro storico-culturale complessivo che è all’origine della dedica della festa a s. Antonio Abate, dedica che si rispecchia in una serie di elementi testuali (i canti), rituali (i fuochi figurati) e iconografici (gli attributi della statua del Santo) che fanno riferimento alla tradizione agiografica relativa. La collaborazione con l’AISSCA sarà operativa in particolar modo in questo ambito, con la messa a disposizione degli archivi documentali delle reti sociali e delle competenze multidisciplinari, per contestualizzare la festa di Macerata Campania, con le sue specificità locali, entro il panorama complessivo della devozione popolare al santo su scala nazionale e internazionale.

I partner sul territorio

In tutti gli ambiti della ricerca, il progetto si avvarrà della collaborazione con la locale Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa, accreditata dall’UNESCO come “Organizzazione non governativa (ONG)” presso il “Comitato Intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale” e dal WIPO (Organizzazione dell’ONU per la proprietà intellettuale) e come “Osservatore” presso il “Comitato Intergovernativo WIPO per la Proprietà Intellettuale e Risorse Genetiche, Culture Tradizionali e Folclore”: l’Associazione, con oltre 1.000 iscritti, ogni anno cura l’organizzazione della festa, e da anni è impegnata sul territorio e in ambito internazionale per la salvaguardia e la valorizzazione della festa, e in coerenza e in prosecuzione del suo impegno sarà promotrice dell’iscrizione de ‘A festa ‘e Sant’Antuono al costituendo IPIC Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. Un apporto decisivo deriverà anche dalla collaborazione con l’Istituto comprensivo di Macerata Campania, aderente alla Rete Nazionale delle Scuole Associate all’UNESCO, che, in coerenza con la finalità generali del progetto, avvierà uno specifico progetto didattico indirizzato ai propri alunni e finalizzato a raccogliere documenti inediti, testimonianze dei protagonisti della festa e memorie conservate dagli anziani.