Sanctorum. 8-9, 2011-2012
Les calendriers liturgiques à l’âge moderne
a cura di Bernard Dompnier

sanctorum8-9I tre studi riuniti in questo numero mostrano l’importanza dei calendari liturgici per un’analisi delle alterne fortune dei santi nel cattolicesimo di età moderna. Emerge un quadro dinamico delle proposte cultuali che nei due secoli che seguono il Concilio di Trento subiscono continue mutazioni in un rapporto dialettico tra l’universale e il particolare. Il territorio francese, attraversato da un profondo movimento di riforma liturgica, si è rivelato un laboratorio di grande interesse per tale tipologia di studi.

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Sanctorum. 4, 2007
Tradizioni apocrife e tradizioni agiografiche Fonti e ricerche a confronto
a cura di Alberto D’Anna

sanctorum4Il seminario “Tradizioni apocrife e tradizioni agiografiche: fonti e ricerche a confronto” è stato concepito come un momento di confronto tra studiosi che si occupano di apocrifi cristiani e/o di agiografia il cui interesse nasce, in sintesi, da tre motivi: l’oggetto di studio è, in parte, comune agli studiosi di apocrifi e di agiografia; numerose, poi, sono le analogie tra quello che potremmo chiamare il fenomeno apocrifo ed il fenomeno agiografico, specialmente nel loro intrinseco dinamismo di costruzione e ricostruzione di una memoria (vuoi relativa a un protagonista delle origini cristiane, vuoi a un santo); infine, gli studiosi di questi due ambiti spesso affrontano problemi metodologici simili.

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Sanctorum. 3, 2006
“Santo subito” Giovanni Paolo II e la fama di santità
a cura di S. Boesch Gajano e R. Rusconi

sanctorum3All’indomani della morte di Giovanni Paolo II, il suo lungo pontificato aveva già dato luogo a numerose riflessioni sui suoi orientamenti di fondo, seppure sembrava ancora prematura una valutazione in chiave storica. Quindi ci si è posti l’obiettivo non di una analisi del pontificato nel suo complesso, quanto di una prima riflessione, da ottiche anche molto diverse, sulla celebrazione della figura di Karol Wojtyla in funzione di un riconoscimento implicito della sua santità cui non è estranea l’enfasi conferita dai mezzi di comunicazione di massa alla promozione della sua figura.

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Sanctorum. 2, 2005
La tesaurizzazione delle reliquie
a cura di S. Boesch Gajano

sanctorum2Il tema delle reliquie è oggetto da alcuni anni di una rivisitazione che ne ha posto in luce le molteplici dimensioni materiali e simboliche. Lo scopo del progetto è quello di fare interagire la lunga tradizione di studi con le novità metodologiche e interpretative, mettendo a confronto approcci disciplinari diversi. Il titolo vuole alludere a un doppio problema: la valorizzazione della reliquia attraverso la sua trasformazione in oggetto d’arte e di devozione e la costituzione di veri e propri tesori di “sacra pignora”. Il punto di osservazione privilegiato è allora quello della costruzione – e frequente ricostruzione – della reliquia attraverso un manufatto. Questo, nella varietà delle sue forme, va interpretato come strumento di mediazione tra la sacralità dell’oggetto e il pubblico. Nascono da qui i problemi della conservazione, della collocazione sacrale o museale, dell’accumulazione e più in generale della gestione giocata nelle diverse epoche tra ostensione e nascondimento, tra maschile e femminile, tra laici e sacerdoti.

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Sanctorum. 1, 2004
L’edizione critica delle fonti agiografiche
a cura di F. Scorza Barcellona

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I testi agiografici tardoantichi e medievali hanno avuto spesso una trasmissione fluida e complessa che rende particolarmente difficili la ricostruzione della loro storia e la loro edizione. I testi qui pubblicati offrono un campionario di problemi e di metodologie: dalla presentazione di singoli dossiers agiografici con i casi specifici che essi comportano, all’identità del testo agiografico nella tradizione manoscritta e nelle edizioni a stampa, al più specifico problema delle stratificazioni dei testi agiografici, ai “casi di normale eccezionalità”, cioè le varianti e le successive edizioni d’autore, la definizione di “corruttela” nella composizione e nella trasmissione dei testi o la questione dei doppioni agiografici, all’identità dell’autore, la sua definizione e la sua funzione nella trasmissione dei testi.

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Sanctorum. 10, 2013
Santità e sacralità
a cura di S. Boesch Gajano

sanctorum10Lo spazio monografico di questo numero di «Sanctorum» è dedicato a un tema divenuto oggetto di molteplici ricerche individuali e collettive di ambito italiano e europeo. Il rapporto fra santità e sacralità, tradizionale della storiografia agiografica, è stato infatti approfondito negli ultimi decenni su molteplici versanti: attenzione ai luoghi privilegiati nella ricerca della perfezione e poi sacralizzati dalla presenza dei santi, costruzione di una géographie du sacré, interesse per la storia dei santuari, considerati nella varietà della loro origine e degli oggetti del culto. La diacronia e la multidisciplinarità sono i due parametri ormai accreditati come fondamentali degli studi agiografici: La prima si è imposta negli ultimi decenni rivedendo la cronologia che privilegiava l’età tardoantica e il medioevo; la seconda affonda le sue radici nello stesso statuto scientifico dell’agiografia, se si pensa ai rapporti stabiliti dall’erudizione di età moderna, in primo luogo dai Bollandisti, fra agiografia, filologia e archeologia, e a quelli costruiti nel tempo con le scienze storiche e sociali, con la storia dell’arte e l’iconografia, con la geografia storica. I saggi qui riuniti confermano infine come la dimensione europea sia ormai diventata indispensabile per gli studi agiografici.

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Sanctorum. 6, 2009
Plasmare il suono Il culto dei santi e la musica (secc. XVI-XVIII)
a cura di S. Ditchfield

sanctorum6Una delle risorse impiegate dalla Chiesa in età moderna nell’operazione di rilancio del culto dei santi dopo il Concilio di Trento è costituita dall’espressione musicale sia nel contesto delle celebrazioni liturgiche sia in quello delle rappresentazioni teatrali. Questa sezione monografica, tenendo conto dell’attenzione prestata dalla storiografia al rapporto tra musica e religione, sia in Europa sia nei territori di extraeuropei in cui la Chiesa si è maggiormente impegnata nell’opera di missione, intende offrire alcuni esempi significativi dell’uso della musica nella vita religiosa e nella promozione cultuale.

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Sanctorum. 5, 2008
Le devozioni nella società di massa
a cura di T. Caliò e R. Rusconi

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Oggetto di questo numero è il mutamento nella rappresentazione delle forme e delle manifestazioni della santità da parte dei mezzi di comunicazioni di massa che si affermano nel corso del Novecento quando alla letteratura agiografica di stampo più tradizionale si affiancano mezzi di propaganda che ad una maggiore efficacia persuasiva, uniscono la capacità di rivolgersi a pubblici differenziati e culturalmente stratificati. La gerarchia ecclesiastica cattolica si rese conto dell’importanza dei nuovi media, dal cinema alle trasmissioni radiofoniche viste come una sorta di estensione fisica del pulpito e della cattedra, alla televisione che negli ultimi decenni è stata protagonista di un singolare rilancio del genere agiografico che ha raggiunto il suo apice nel crescente moltiplicarsi di fiction a carattere religioso. Da questo punto di vista si è portata ai massimi livelli di efficacia una strategia mediatica che, nell’Italia del Secondo Dopoguerra, aveva avuto per incubatrice la massiccia diffusione dei rotocalchi, capaci di inserire il prodigioso cristiano nel campo del sensazionalismo con l’entrata in scena di nuovi “impresari” del culto dei santi che si affiancano e in taluni casi si pongono come alternativa alla gerarchia cattolica.

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