Parole prigioniere. I graffiti delle carceri del Santo Uffizio di Palermo
a cura di G. Fiume, M. García-Arenal
Palermo 2018

Riscoperti e studiati nei primi anni del Novecento da Giuseppe Pitrè, graffiti, disegni e iscrizioni delle carceri segrete del Santo Uffizio spagnolo in Sicilia, collocati all’interno del complesso monumentale dello Steri, rappresentano un unicum nel loro genere e una fonte storica straordinaria e imprevista. Le immagini sacre, le preghiere e le citazioni di salmi e testi biblici costituiscono un vero e proprio inventario delle devozioni di Età moderna nel XVII secolo. La flotta schierata nella battaglia di Lepanto, una squadra di galere, pennoni, alberi e velatura ci parlano di uomini in movimento tra luoghi geografici di cui attraversano frontiere politiche, linguistiche, religiose. Abbondano le scritte in siciliano, latino, italiano, inglese, ebraico, preghiere, citazioni di testi biblici e di salmi, notazioni sulla vita in carcere, composizioni poetiche in siciliano o italiano. Soprattutto sulle pareti del carcere si leggono nomi e cognomi, per esteso o con le sole iniziali, accompagnati spesso da una data: essi ci consentono di risalire alle storie giudiziarie degli autori, conservate negli archivi madrileni, aiutandoci a contestualizzare e decodificare le “urla senza suono” dei reclusi per cause di fede.

Info: Casa Editrice Istituto Poligrafico Europeo

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D. Solvi
Il canone agiografico di san Bernardino (post 1460)
Firenze 2018

Il volume raccoglie otto Vite di Bernardino da Siena (nell’originale e in traduzione italiana, corredate di introduzioni e note) risalenti alla fase più avanzata dell’elaborazione della memoria del santo. Nuove edizioni critiche sono quelle della Vita di Ludovico da Vicenza (1481), che è affiancata al volgarizzamento veneziano a stampa del 1513, e quella composta dal poligrafo francescano Mariano da Firenze verso il 1517.

Info: www.sismel.it

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A. Vauchez
Saint Homebon de Crémone, ‘père des pauvres’ et patron des tailleurs. Vies médiévales et histoire du culte
Bruxelles 2018

Little known today outside Italy, S. Homebon (Omobono, Homobonus, v. 1117-1197) is an interesting and significant character. Married with children, this craftsman and cloth merchant from Cremona was the first non-aristocratic layman canonised by the Church during the Middle Ages. Having led the life of a successful merchant for a long time, Homebon decided to devote himself to charitable work, serving the poor of his city, whom he fed and lodged even in his own house.  He lived a life of penance, and his piety and fidelity to the Church meant he stand out in a city where there were many heretics. Miracles started occurring around his tomb immediately after his death and Bishop Sicard of Cremona persuaded Innocent III that Homebon should be canonised in 1199. During the 13th century, three Latin Lives were composed in his honour. In this book we provide a critical edition, accompanied by a translation and various textual and iconographic documents attesting to the evolution of his cult from the 13th century to the present day. Although his cult was of interest only locally for a long time, it extended to most of Christianity between the 15th and 17th centuries thanks to the tailors’ and clothmakers’ guilds who chose Homebon as their patron saint. With the abolition of guilds in the 19th century, devotion to him declined, though it survives in his hometown and, it seems, in some business circles.

Info: www.bollandistes.org

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V. Ciciliot
Donne sugli altari.
Le canonizzazioni femminili di Giovanni Paolo II
Roma 2018

Il volume ripercorre la storia della santità, in particolare quella femminile, durante il pontificato di Giovanni Paolo II, individuando un’attenta politica delle canonizzazioni, divenute veri e propri strumenti di governo ecclesiastico.

Beate e sante furono infatti il cavallo di battaglia della Chiesa cattolica wojtyłiana, contro la secolarizzazione e il relativismo etico e culturale, e per affermare la propria visione nei riguardi delle questioni biopolitiche, come la difesa della vita e della famiglia tradizionale.

Attraverso l’analisi dei processi canonici, della letteratura agiografica e dei pronunciamenti magisteriali ufficiali vengono così qui ricostruite le diverse storie di donne elevate alla gloria degli altari dal papa polacco, dimostrando che personalità come Gianna Beretta Molla o madre Teresa di Calcutta sono gli esempi più eclatanti della reinterpretazione della figura del santo operata da Giovanni Paolo II, ma anche del modello di donna contemporanea offerta dal pontefice ai fedeli.

Info: www.viella.it

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Edina Bozoky (dir.)
Les saints face aux barbares au haut Moyen Âge. Réalités et légendes
Poitiers 2017

Les légendes des saints, pénétrées d’un christianisme militant, ont largement contribué à la mauvaise réputation des barbares (Huns, Goths, Vandales, Vikings, Hongrois…). Ce livre montre comment l’idéal de sainteté, avec la glorification des victimes des barbares, est tributaire du contexte idéologique et politique de l’époque de la rédaction des récits. Au-delà de l’analyse du rapport entre réalité et fiction dans les textes hagiographiques, il éclaire aussi l’attitude à l’égard de l’autre, de l’étranger.

Info: www.pur-editions.fr

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L’eredità di san Colombano. Memoria e culto attraverso il Medioevo
sous la direction de E. Destefanis
Rennes 2017

La figure de saint Colomban joue un rôle majeur dans les études sur le premier monachisme occidental, dont le saint irlandais est considéré comme l’un des fondateurs. Cet ouvrage offre une lecture nouvelle sur la transmission de la pensée et de la vie du saint ainsi que sur son héritage dans l’Europe des VIIe et VIIIe siècles.

Info: www.pur-editions.fr

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Attraverso il tempo. Teresa di Gesù: la parola, il modello, l’eredità
a cura di E. Marchetti
Ravenna 2017

Attraverso il Tempo Teresa di Gesù, la santa d’Avila, superando confini e territori continua ad essere riconosciuta protagonista dei secoli della modernità fino ad oggi. È possibile soppesarne l’eredità, riconoscerne le tracce, valutarne le innovazioni nell’esperienza delle sue prime discepole, nell’impulso missionario che spinse tanti verso il Nuovo Mondo, nella vita delle masse cittadine dell’Urbe o in quella di rappresentanti di nobili ed antichi casati o di ordini religiosi significativi come la Compagnia di Gesù. Lo studio attento e documentato rivela in che modo il carisma teresiano si concreta in testi e parole – radicati sia nel vissuto sperimentato dalla mistica e fondatrice spagnola sia nelle testimonianze dirette di quanti la seguirono e la imitarono – e come esso si plasma in edifici di culto e strutture abitative soffermandosi, ad esempio, sugli ambienti carmelitani di clausura letti quali vere e proprie espressioni materiali e fisiche degli ideali e valori della famiglia scalza, oppure ripercorrendo le navate e le cappelle della ravennate basilica di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa di San Giovanni della Cipolla o delle catene, le cui mura ed altari testimoniano l’antica tradizione carmelitana a cui Teresa sempre si rifece. Il lascito e la novità della santa abulense esplode, anche, in rappresentazioni ed immagini che, sviluppatesi e affermatesi al ritmo della sua crescente fama e notorietà, intesero – o cercarono – di trasmetterne la pluralità di sfaccettature: mistica, fondatrice, scrittrice, monaca di clausura e viaggiatrice.

Info: www.longo-editore.it

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Salire a Barbiana. Don Milani dal Sessantotto a oggi
a cura di R. Michetti e R. Moro
Roma 2017

Sono passati cinquant’anni dalla morte di don Milani (1967-2017), eppure la sua figura e le sue opere – un epistolario privato e pochi scritti di provocazione pubblica taglienti come una lama – continuano a suscitare un dibattito che non si è mai spento. Questo libro non vuole essere l’ennesimo profilo, ma intende osservare e interpretare questo mezzo secolo di dibattito analizzando la sua figura come uno degli indicatori possibili della storia dell’Italia di oggi.
Il volume analizza quindi il ruolo che la sua Lettera a una professoressa assunse come manifesto antiautoritario nei movimenti del Sessantotto; ricostruisce le visioni contrapposte del “profeta santo” e del “cattivo prete” da parte del mondo cattolico (fino alla recente “discesa a Barbiana” dell’elicottero di papa Francesco); si sofferma sulla sua importanza nei movimenti pacifisti del dopoguerra; ripercorre i tanti pellegrinaggi politici a Barbiana di esponenti dei partiti; riflette su come cinema, teatro e televisione abbiano interpretato il suo messaggio.
Un’intervista a Tullio De Mauro, che è stato uno dei più tenaci sostenitori del pensiero di don Milani sulla scuola e sulla formazione, conclude questo itinerario dentro la biografia sommersa del nostro Paese.

Info: www.viella.it

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F. P. de Ceglia
Il segreto di san Gennaro
Torino 2016

I miracoli arrivano all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno. La liquefazione del sangue di san Gennaro si ripete invece da secoli in occorrenze precise. «Nessuna legge naturale è in grado di spiegare un fenomeno che si verifichi soltanto in date liturgicamente significative» è stato detto. Eppure de Ceglia dimostra che nel Medioevo il sangue di san Gennaro era inteso come una sostanza semplicemente instabile e ricostr

uisce le vicende che hanno conferito alle sue liquefazioni l’euritmia che le rende cosí celebri. «I capricci non piacciono a nessuno. Davanti a comportamenti refrattari a ogni norma, all’inizio l’entusiasmo è incontenibile, poi i fedeli si stancano di un oggetto che, senza una chiara ragione, ora è in un modo ora in un altro, cosí lo abbandonano smorzandone gli slanci vitali. Ecco perché quel sangue non avrebbe potuto godere a lungo della libertà di gorgogliare come e quando desiderasse, trovandosi invece nella condizione di dover acquisire una forma: un modo di manifestarsi, cioè, cosí peculiare da renderlo unico nell’orbe cristiano».

La liquefazione periodica del sangue di san Gennaro non è ufficialmente riconosciuta come miracolosa dalla Chiesa cattolica, che piú cautamente ora parla di prodigio. Ma il fenomeno è stato per secoli chiamato miracolo in testi liturgici approvati dall’autorità ecclesiastica e in discorsi di vescovi, cardinali, papi e santi. L’Inquisizione ha inoltre sottoposto a formali processi coloro che lo hanno attribuito a cause naturali. La questione del riconoscimento ufficiale, se ha un senso per gli ultimi cinquant’anni, ne ha dunque tanto meno quanto piú ci si spinga indietro nel tempo. Perché quel mutare in determinate circostanze fu di fatto considerato un miracolo ed è questo ciò che interessa allo storico. Come si può però far storia naturale di qualcosa che per definizione supera l’ordine del creato? La ricostruzione che qui si abbozza non si interroga sul miracolo in sé, bensí sulla cultura che lo ha identificato come tale. Obiettivo di questo lavoro è infatti ripercorrere in chiave antropologica gli sforzi compiuti da uomini e donne del passato per concettualizzare un fenomeno complesso e sfuggevole. Il miracolo di san Gennaro assurge cosí a punto di osservazione privilegiato da cui ripercorrere non solo la storia di Napoli, ma anche e soprattutto l’evoluzione della mentalità di chi, persino in terre assai lontane, con quell’appuntamento periodico si è nel tempo confrontato. E consente di delineare una storia della meraviglia e della sua funzione conoscitiva. Un racconto di cuori che battono all’impazzata, di mani che pregano e di gole riarse dalle incessanti giaculatorie. Ma anche di occhi che scrutano alla ricerca di un senso. O semplicemente di un perché.

Info: www.einaudi.it

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Hagiographie et prophétie (VIe-XIIIe siècles)
Études réunies par Patrick Henriet, Klaus Herbers et Hans-Christian Lehner
Firenze 2017

P. Henriet, «Quod recte prophetia dicitur». Introduction – M.-C. Isaïa, La prophétie dans l’hagiographie latine du haut Moyen Âge (VIe-IXe siècle). L’histoire comme destin, prédestination et providence – E. Bozoky, La prophétie dans la Vie de Columba d’Adomnan – S. Shimahara, Prophètes scripturaires et hagiographie à l’époque carolingienne – P. Henriet, Espace et temps dans les visions cosmiques des saints – K. Herbers, Vision et prophétie dans les vies et miracles hagiographiques comme signes de sainteté? – U. Kleine, «Ce sont les mots que profère une langue nouvelle». Élisabeth de Schönau et le renouveau de la prophétie du XIIe siècle – L. Moulinier-Brogi, Mystique sans frontières: un aperçu sur la circulation des textes hagiographiques et prophétiques au féminin en Europe – H.-C. Lehner, L’hagiographie et la prophétie dans l’historiographie: la représentation de l’évêque Henri de Lübeck dans la chronique d’Arnold de Lübeck – J.-M. Sansterre, Images, prédictions et présages à Byzance et dans l’Occident médiéval – A. Vauchez, Conclusions.

Info: www.sismel.it

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