M. Papasidero
Translatio sanctitatis. I furti di reliquie nell’Italia medievale
Firenze 2019

Il volume ha l’obiettivo di analizzare la tradizione agiografica dei trafugamenti di reliquie nell’Italia medievale. Dal momento che il tema dei furta sacra vanta una consolidata tradizione storiografica, si è deciso di porre l’attenzione su testi e contesti che non sempre hanno ricevuto la dovuta attenzione, al fine di valorizzarne i caratteri e le affinità. Il cuore del libro è costituito dall’analisi delle translationes furtive, i racconti agiografici che narrano il trasferimento di reliquie da un luogo a un altro in seguito a un furto. Attraverso lo studio dei contesti storici, delle dinamiche narrative, dei temi letterari e degli aspetti antropologici, si è cercato di soffermare l’attenzione sulla ricchezza e complessità del fenomeno nel corso dei secoli, tratteggiando la storia di uno specifico aspetto del culto dei santi e delle reliquie, che è anche storia della cultura e dell’immaginario religioso medievali.

Info e download: www.fupress.com

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P. Messa
Francesco profeta. La costruzione di un carisma
Roma 2020

Nello scorrere del tempo Francesco d’Assisi fu riconosciuto come profeta, ossia persona dotata di doni profetici. Così, ad esempio, alcune fonti, dopo aver dimostrato che l’Assisiate fu apostolo, avendo imitato la vita di Cristo, ed evangelista, a causa della predicazione, affermano che il santo fu reso dal Signore profeta luminoso e straordinario.

Il tema della profezia, che coinvolge non soltanto la religiosità, ma anche diversi ambiti della vita personale e sociale, nel corso degli anni è stato esaminato da storici delle religioni e del cristianesimo sotto molteplici aspetti, fino ad essere approfondito e studiato nei suoi contenuti, contesti specifici ed esiti. Considerando i risultati raggiunti e i diversi metodi di approccio è interessante studiare Francesco d’Assisi e il carisma profetico a lui attribuito.

Info: www.viella.it

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Speculum futurorum temporum
Ildegarda di Bingen tra agiografia e memoria

a cura di A. Bartolomei Romagnoli e S. Boesch Gajano
Roma 2019

Agli inizi del Duecento, il monaco Gebeno di Eberbach stilò una galleria degli uomini illustri del secolo XII, da Bernardo di Chiaravalle a Ugo e Riccardo di S. Vittore, da Tommaso Becket vescovo e martire al venerabile abate Aelredo di Rievaulx, sino a Gioacchino da Fiore, «qui spiritum prophetiae habuisse dicitur». Ma di tutte queste figure, per il monaco Gebeno, la più grande era stata Ildegarda di Bingen. Essa infatti assomigliava a un’aquila, e a lei, come a Giovanni, «arcana et secreta sua […] Deus plus caeteris revelavit», segreti che aveva poi comunicato in maniera mirabile, anche se «obscure et inusitato stylo». Nei documenti dell’epoca Ildegarda è indicata come abbatissa, ma anche come magistra, domina o praeposita. Lei invece parlava di sé stessa come dell’“ombra della luce vivente”.

Ascoltata come un oracolo, venerata come una santa, si erano cominciate a scrivere biografie su di lei quando era ancora in vita. A distanza di cinquant’anni dalla morte, nel 1233, papa Gregorio IX ordinò un’inchiesta sulle sue virtù e i suoi miracoli, in ottemperanza alla nuova prassi canonica. Ma l’iter processuale subì una battuta d’arresto al tempo del pontificato di Giovanni XXII, in un clima poco favorevole alla santità mistica e profetica. Per arrivare al riconoscimento ufficiale si sarebbe dovuto attendere il 7 ottobre 2012, quando la santità di Ildegarda di Bingen, universale, è stata proclamata con canonizzazione equipollente da papa Benedetto XVI, cui è seguito, a distanza di pochi mesi, il riconoscimento di dottore della Chiesa. Si è trattato di un provvedimento di notevole portata, che ha sancito l’autorevolezza di un magistero femminile di tipo carismatico, un messaggio che, nel 2013, è stato in un certo senso rafforzato con la canonizzazione di Angela da Foligno.

Profetessa, teologa, scienziata, musicista, poetessa, la figura complessa e poliedrica di Ildegarda è stata al centro negli ultimi decenni di una riscoperta storiografica agevolata anche dal lavoro di edizione critica delle sue opere. La pubblicazione del corpus degli scritti ha favorito una più approfondita conoscenza del suo pensiero e della sua attività multifome.  È stato messo a fuoco il suo ruolo nella storia della cultura, riconoscendo in Ildegarda uno dei grandi protagonisti del risveglio intellettuale europeo del secolo XII, mentre la sua testimonianza viene ormai giustamente valutata come una delle più alte espressioni storiche dell’autocoscienza femminile. E tuttavia, in questo straordinario fervore di studi, ancora oggi non disponiamo di una biografia storicamente fondata di Ildegarda, che all’analisi delle testimonianze documentarie, in particolare delle sue lettere, unisca lo studio approfondito e articolato delle testimonianze bio-agiografiche.

Da questa esigenza ha preso le mosse un progetto di ricerca che intendeva analizzare fonti agiografiche ancora poco valorizzate e ricostruire i percorsi della memoria di Ildegarda, con un’impostazione cronologicamente rovesciata. Gli studi compresi in questo volume sono stati presentati e discussi nel corso di un Convegno organizzato dall’Associazione Italiana per lo Studio della Santità dei Culti e dell’Agiografia (AISSCA) in collaborazione con l’Istituto Storico per il Medioevo (ISIME), che si è svolto a Roma, presso i locali dell’Istituto, nell’aprile del 2017.

Indice del volume

Info: www.isime.it

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Public Uses of Human Remains and Relics in History
a cura di S. Cavicchioli e L. Provero
Londra 2019

The principal theme of this volume is the importance of the public use of human remains in a historical perspective. The book presents a series of case studies aimed at offering historiographical and methodological reflections and providing interpretative approaches highlighting how, through the ages and with a succession of complex practices and uses, human remains have been imbued with a plurality of meanings. Covering a period running from late antiquity to the present day, the contributions are the combined results of multidisciplinary research pertaining to the realities of the Italian peninsula, hitherto not investigated with a long-term and multidisciplinary historical perspective.

From the relics of great men to the remains of patriots, and from anatomical specimens to the skeletons of the saints: through these case studies the scholars involved have investigated a wide range of human remains (real or reputed) and of meanings attributed to them, in order to decipher their function over the centuries. In doing so, they have traversed the interpretative boundaries of political history, religious history and the history of science, as required by questions aimed at integrating the anthropological, social and cultural aspects of a complex subject.

Info: www.routledge.com

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A. Marini
“Se ti dimentico, Gerusalemme…”. Bernardo di Clairvaux e la Terrasanta
Roma 2019

 

Bernardo di Clairvaux è tra i personaggi più noti del Medioevo, maestro di spiritualità, mistico, propagatore del neonato ordine monastico cistercense. Partecipe attivo degli avvenimenti del suo tempo, mantenne sempre un’attenzione all’Oltremare cristiano, ai suoi problemi ed alla sua difesa, sostenendo la nascita e lo sviluppo dei Cavalieri del Tempio, predicando la seconda crociata, mantenendo contatti epistolari con la regina di Gerusalemme. Il libro presenta questo aspetto dell’impegno e della spiritualità di Bernardo, evidenziando anche il suo atteggiamento verso l’Islam e verso il problema della conversione al cristianesimo. Nella vasta produzione dell’abate di Clairvaux, scrittore prolifico, sono poi selezionati gli scritti che riguardano questo aspetto (riportati nell’originale latino ed in traduzione italiana), quantitativamente minori ma non meno significativi della sua personalità.

Alfonso Marini (1949) è nato a Caserta e ha condotto gli studi a Roma, dove abita. Professore asso­ciato di Storia Medievale presso il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma La Sapienza, presso la quale è stato Ricerca­tore dal 1985 al 2003. Docente supplente presso l’Università della Basilicata negli Anni Accademici 1994-95 e 1995-96; profes­sore invitato presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma in vari anni accade­mici.

Membro dell’AISSCA (Associa­zione italiana per lo studio della santità, dei culti e dell’agiogra­fia); della Società Inter­nazionale di Studi Francescani; della Redazione della rivista Frate Francesco; dei Comitati Scientifici della rivista Picenum Seraphicum e della Collana Itinerarium hi­storiae di Aracne Editrice.

Tra le sue pubblicazioni: Sorores alaudae. Francesco d’Assisi, il creato, gli animali (Assisi 1989); Storia della chiesa medievale (Casale Monferrato 1991); Agnese di Boemia (Roma 1991); Da Assisi al mondo. Storie e riflessioni del primo secolo francescano (con Marco Bartoli, Trapani, Il pozzo di Giacobbe, 2010); le introduzioni agli scritti di Chiara in Claire d’Assise, Écrits, Vies, documents (Paris, Éditions du Cerf – Éditions Franciscaines, 2013) e al volume Sainte Agnès de Prague (Paris 2013); Francesco d’Assisi, il mercante del regno, Roma, Carocci, 2015; lo studio e l’edizione de Il processo di canonizzazione di Celestino V, I, 1 (con Alessandra Bartolomei Romagnoli), I, 2, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2015 e 2016.

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Apparizioni e rivoluzioni
Studi e Materiali di Storia delle Religioni 85/2 (2019)

Sezione monografica

Apparizioni e rivoluzioni
L’uso pubblico delle ierofanie fra tardo antico ed età contemporanea
  • Paolo Cozzo, Apparizioni e rivoluzioni. Potenzialità e criticità di un binomio complesso
  • Mauro Belcastro, Essere e vedere. Dichiarazioni identitarie nel Libro delle Parabole
  • Claudio Gianotto, Le apparizioni del Risorto come fattore di costruzione identitaria e strumento di legittimazione di gruppi concorrenti all’interno del cristianesimo nascente
  • Andrea Nicolotti, Un’apparizione nella Vita di Gregorio il Taumaturgo di Gregorio di Nissa
  • Adele Monaci Castagno, Lettera a Costanzo II di Cirillo di Gerusalemme. L’apparizione della croce
  • Francesco Salvestrini, Ignis probatione cognoscere. Manifestazioni del divino e riflessi politici nella Firenze dei secoli XI e XV
  • Caterina Celeste Berardi, L’apparizione della Madonna (“della Libera”?) a Benevento. Fine di un assedio e inizio di un culto
  • Laura Gaffuri, L’immaginario religioso tardo-medievale al vaglio delle scritture dei laici e della pastorale
  • Catherine Guyon, Les apparitions mariales dans l’espace français et ses marges et les mutations de la fin du XVe et du début du XVIe siècle
  • Antoine Mazurek, Apparitions angéliques et construction de la légitimité politique dans la péninsule ibérique de la fin du Moyen Age à Fatima
  • Andrea Salvo Rossi, La manifestazione del sacro come messa in scena nei Discorsi di Niccolò Machiavelli
  • Franco Motta, Logiche dell’immateriale. Le apparizioni spiritiche nell’opera di Peter Thyraeus (1546-1601)
  • Valentine Saraïs – Nicolas Sarzeaud, Un’immagine da rivoltare. Il volto santo di Manoppello: rito e manipolazione
  • Paolo Cozzo, Apparizioni fra «dubbiezze, dissenzioni e guerre». L’uso pubblico delle ierofanie nel Piemonte meridionale tra fine Cinquecento e metà Seicento
  • Bruno Maes, Les apparitions mariales à l’époque moderne, ou l’émergence du modèle tridentin
  • Bruno Farinelli, Le divin Coeur dans un trône de flammes. Lessico politico, visioni mistiche e sovranità del Sacro Cuore di Cristo
  • Renzo Infante, Le apparizioni dell’Iconavetere nel secolare conflitto tra Troia e Foggia
  • Carlo Bazzani, Miracoli e ierofanie in epoca rivoluzionaria. Rivoluzionari e controrivoluzionari a confronto attraverso il caso veneto e cisalpino
  • Eva Fontana Castelli, Gli Ultimi Avvisi di Maria (Loreto, 1797)
  • Gaetano Spampinato, Apparizioni, rivoluzione religiosa e “identità americana” nel primo mormonismo
  • Pierangelo Gentile, La superstizione di re Carlo Alberto. Il caso della visionaria Carlotta Cerino
  • Jacopo De Santis, «Le congiure de’ miracoli». Eventi prodigiosi e ierofanie tra devozione e politica nella Roma repubblicana del 1849
  • Maria Paiano, Le apparizioni mariane dopo l’Unità d’Italia. «Il Giardinetto di Maria» di Giovanni Acquaderni (1863-1870)
  • Eleonora Rai, Prophecies, eschatology, and the fall of the Pope. The prophetesses of Pusiano and the crisis of the Roman Church (19th century) Alessandro Di Marco, Regnum Galliæ, Regnum Mariæ. L’apparizione di Pontmain nell’Ottocento tra nazionalismo e apostasia
  • Marta Margotti, Spettri della rivoluzione. Pratiche spiritiche, mutamenti sociali e inquietudini psicologiche tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento
  • Matteo Mennini, L’apparizione alle Tre Fontane a Roma (1947-1948) nell’«anno dei prodigi»
  • Jean-Noël Grandhomme, Les Apparitions de L’Île-Bouchard dans le contexte de l’échec de la ‘‘révolution communiste’’ en France (décembre 1947)
  • Oliver Panichi, Prudenza ecclesiale ed emozioni di massa nelle apparizioni mariane di Gimigliano (1948)
  • Francesco Ferrari, Le “apparizioni” della Madonna a Medjugorje tra la dissoluzione della Jugoslavia e la guerra di Bosnia (1981-1995)
  • Stefano Simiz, René Laurentin (1917-2017). Théologien, mariologue et historien des apparitions. Portrait historiographique
  • Ottavia Niccoli, Postfazione

SAGGI / ESSAYS

  • Angela Bernardo, La mediazione culturale in Europa. Un primo quadro analitico
  • Giulia Sfameni Gasparro, Statue da leggere. Porfirio e la “sapienza teologica” rivelata dalle immagini divine
  • Marinella Ceravolo, L’attivazione della statua di culto in Mesopotamia. Il rituale mīs pî tra dualità e riti di passaggio

MATERIALI / MATERIALS 

  • Augusto D’Angelo, «Beatissimo Padre… sono rientrato dalla Terra Santa». Il rapporto a Pio xii di mons. Giuseppe Bicchierai sulla situazione in Palestina e Israele agli inizi del 1949

Info: www.morcelliana.net

 

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M. Papasidero
«A laudi Deu» Luigi Rabatà tra storia memoria e pratiche devozionali
Roma 2019

Il volume ha per oggetto la figura del beato Luigi Rabatà, carmelitano vissuto nel Quattrocento e priore del convento di S. Michele a Randazzo, in Sicilia. Lo studio prende in esame gli atti dei due processi in partibus condotti a Randazzo nel 1533 e nel 1573, finalizzati a raccogliere le informazioni relative alla vita, alla fama di santità e ai miracoli verificatisi per intercessione del beato. Tra le fonti utilizzate nel volume, anche numerosi testi agiografici composti a partire dal Seicento e che fissarono la memoria di Luigi Rabatà nel corso dei secoli. Il libro ha l’obiettivo di condurre il lettore alla conoscenza di questa figura meno nota della storia dell’Ordine Carmelitano, fornendo un esame attento dei dati biografici, spirituali, cultuali e devozionali che emergono dalle deposizioni dei testimoni nei due processi e dalle altre fonti agiografiche e narrative nel corso dei secoli.

Marco Papasidero è laureato in Lettere moderne. Nel 2016 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia delle forme culturali euromediterranee, ed è stato poi titolare di un assegno di ricerca presso l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano. Attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Le sue ricerche riguardano l’agiografia, il culto dei santi e delle reliquie, le pratiche devozionali e di guarigione nel cristianesimo.

Info: www.carmelitani.org

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D. Solvi
Il mondo nuovo
L’agiografia dei Minori Osservanti

Spoleto 2019

I dodici saggi qui raccolti delineano una nuova proposta interpretativa del corpus agiografico dell’Osservanza minoritica cismontana. Si tratta di un ricchissimo patrimonio di testi, che ha i suoi motori propulsivi nelle vitae di Bernardino da Siena e di Giovanni da Capestrano, ma si estende a tutta la vasta schiera dei nuovi predicatori popolari quattrocenteschi. Con loro si affermano un linguaggio agiografico specifico all’interno della tradizione francescana e un modello di santità inedito, quello dell’apostolo inviato a guidare e ammaestrare l’umanità perché torni a compiere i comandi di Dio. Il predicatore non è più il profeta apocalittico dell’epoca precedente, che invita al pentimento minacciando l’imminente castigo divino, ma l’araldo di un nuovo ordine, fiducioso nella capacità degli uomini, con l’aiuto di Dio, di edificare la città terrena a imitazione della città celeste. E nella quotidiana obbedienza alle leggi umane e divine, anche i laici possono realizzare il proprio percorso verso la salvezza. Come gli umanisti del loro tempo, i santi e gli agiografi osservanti descrivono con entusiasmo i segni di un mondo che rinasce e di una storia che riprende il suo cammino.

Daniele Solvi (Roma, 1971) insegna Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, ed è membro del Consiglio direttivo dell’AISSCA (Associazione Italiana per lo Studio della Santità, dei Culti e dell’Agiografia) e della SISF (Società Internazionale di Studi Francescani). Ha dedicato gran parte dei suoi contributi agli scritti e alle vitae di Francesco d’Assisi, all’agiografia e alla storiografia francescana dal XIII al XV secolo e alla letteratura mistica mediolatina. Tra le sue principali pubblicazioni ci sono l’edizione critica dello Speculum perfectionis status fratris minoris (Firenze, 2006), la serie La letteratura francescana (con Claudio Leonardi e Francesco Santi; Fondazione Valla, Milano 2004-2015) e i volumi L’agiografia su Bernardino santo (1450-1460) e Il canone agiografico di san Bernardino (post 1460) (Firenze 2014, 2018).

Info: www.cisam.org

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Miracolo! Emozione, spettacolo e potere nella storia dei secoli XIII-XVII
a cura di L. Andreani e A. Paravicini Bagliani
Firenze 2019

Questo terzo convegno internazionale di teologia politica, organizzato dall’Opera del Duomo di Orvieto in collaborazione con la S.I.S.M.E.L., si è concentrato sul miracolo in termini di spettacolo, qualora il miracoloso avesse messo alla prova ordini sociali, ecclesiastici e non ecclesiastici, scatenando l’immaginazione, nella letteratura e nell’iconografia. Per studiare questo tema Orvieto è parso un luogo ideale, perché il miracolo qui corrisponde a realtà dell’arte e dell’architettura che meritano di essere prese in considerazione e propongono suggestivi interrogativi. La riflessione si è svolta sul lungo periodo, ben oltre il Medioevo e su un ampio spettro geografico, dall’Europa occidentale al Nuovo Mondo. Il volume presenta un mosaico di temi e di questioni intorno alla presenza del miracolo nella società,ponendo al centro dell’attenzione concetti come la verifica, le strategie di trasformazione di un corpo in un corpo santo, le mille reticenze e i forti sospetti nei confronti del passaggio dal naturale al sovrannaturale. Si discutono le messe in scena del miracoloso nel mondo del meraviglioso e del mirabile al servizio di finalità religiose, politiche ed ecclesiastiche nelle sue varie forme e contingenze,sullo sfondo di un’attenzione alle grandi tradizioni interpretative del pensiero cristiano da sant’Agostino in poi.

Info: www.sismel.it

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A. Marini
Francesco d’Assisi, il mercante del regno

Roma 2015

Il libro non rivoluziona la storiografia su Francesco d’Assisi, che è molto vasta e diversificata, né propone ribaltamenti interpretativi. Non è però conciliante con la tendenza di appiattire Francesco sulle posizioni del papato del suo tempo, né con una lettura delle fonti che – rifiutando un metodo critico elaborato in oltre un secolo – escluda una gerarchia fra di esse. Gli storici sono d’accordo che, per vagliare l’attendibilità dei biografi medievali di Francesco, i suoi scritti siano una “pietra di paragone”; tra questi il più utilizzato è il testamento, e lo è ampiamente anche in questo volume. Ma, accanto ad esso, sono presentate altre opere del frate di Assisi per evidenziarne la personalità e per verificare anche su di esse quanto scrissero gli agiografi.

Nel 2019 è stata effettuata la prima ristampa, con alcune modifiche dell’autore.

Info: www.carocci.it

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