A. Vauchez
Tra santi e città. Luci e ombre del Medioevo
Novara 2019

André Vauchez torna con un libro che è sintesi dei suoi maggiori studi sulla storia religiosa del Medioevo, indagando diversi aspetti della spiritualità occidentale: dalla concezione della santità all’importanza di pellegrinaggi, santuari e luoghi sacri, con approfondimenti sulla storia delle città, delle religioni civiche e dei rapporti tra le grandi fedi monoteiste. Un affascinante itinerario storiografico, che abbraccia l’intero spazio temporale del Medioevo, tra Francesco d’Assisi, Gregorio IX, il culto di san Gennaro a Napoli, la Roma dei pontefici e la Gerusalemme delle crociate, incontrando visionari, mistici, profeti d’Italia e di Francia. La spiritualità studiata da Vauchez, spiega Giancarlo Andenna, è la «spiritualità popolare», che «non ha alcun rapporto privilegiato con il mondo ecclesiastico, ma si allarga all’intero mondo dei laici, donne comprese». È la dimensione religiosa dell’uomo, nella sua interezza, a emergere da queste pagine. Un tema che, tra luci e ombre, non smette di parlarci anche della nostra contemporaneità perché, scrive lo storico francese, con «le trasformazioni degli ultimi vent’anni […] l’importanza dei fattori religiosi nella vita politica, sociale e culturale dell’Europa e del mondo, ben lungi dal diminuire, non ha fatto che crescere».

Info: www.interlinea.com

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G. Klaniczay
Santità, miracoli, osservanze nel Medioevo. L’Ungheria nel contesto europeo
Spoleto 2019

Gli studi sulla santità nel Medioevo negli ultimi decenni si sono rinnovati soprattutto grazie al dialogo con la storia sociale, l’antropologia religiosa, la psicologia, la storia let-teraria e la storia dell’arte. Da questo dialogo disciplinare, alimentato, tra gli altri, dal gruppo internazionale di studiosi riuniti nell’AISSCA (Associazione italiana per lo studio della santità, dei culti e dell’agiografia), sono scaturiti i saggi riuniti in questo volume, in cui si trova riflesso un punto di osservazione mitteleuropeo, influenzato dai più recenti orientamenti storiografici anglosassoni e francesi. In questa prospettiva, i saggi qui raccolti tentano di caratterizzare l’articolazione storica della santità tardo-medievale, attraverso i modelli principali e i fenomeni più appariscenti, quali i miracoli e le stigmate. Non sfuggono a questa indagine le osservanze francescane e domenicane del Quattrocento, che concludono (e smantellano) questa evoluzione medievale, come mostrano i falò delle vanità e l’inizio della caccia alle streghe.

Info: www.cisam.it

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Vita e miracoli di Rosa da Viterbo (dal Processo di canonizzazione del 1457)
a cura di A. Bartoli Langeli, E. Rava, F. Sedda
Roma 2019

Questo volume presenta l’edizione della Vita et miracula di Rosa da Viterbo così come si legge nel verbale del processo di canonizzazione indetto nel 1456 da papa Callisto III, detto perciò “callistiano”, e svoltosi nella città tuscana tra il marzo e il luglio 1457, due secoli dopo la morte della Vergine viterbese. L’edizione è il frutto di un lavoro collettivo e sperimentale: si tratta infatti del primo esito del Laboratorio di agiografia. Filologia, edizione, interpretazione delle fonti attivato nel 2016-2017 presso la Scuola superiore di studi medievali e francescani della Pontificia Università Antonianum. Un’esperienza dunque che nasce direttamente dall’attività didattica, in modo tale da porsi come esempio da tener presente per future edizioni. Il testo latino, corredato dalla traduzione italiana opera di Fortunato Frezza, è preceduta dalla Prefazione di Alessandra Bartolomei Romagnoli e da un’ampia Introduzione dei curatori, ed è seguita dalla Postfazione del medesimo Frezza.

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La mémoire des saints originels entre XVIe et XVIIIe siècle
études réunies par B. Dompnier et S. Nanni
Rome 2019

Alors que les travaux sur le culte des saints à l’époque moderne ont largement privilégié ces dernières décennies l’étude de la construction des réputations de sainteté et celle des procédures de canonisation, et donc surtout les figures les plus récentes, ce livre propose de s’attacher à la place que tiennent les saints les plus anciens dans la piété et dans la culture des XVIe et XVIIIe siècles. Quelles que soient les sources examinées, il apparaît en effet que la mémoire du catholicisme moderne est largement organisée autour de personnages portés sur les autels depuis de nombreux siècles. Bien plus, on assiste à la même époque à un regain de ferveur pour les saints des origines, qu’illustrent aussi bien la diffusion des reliques des catacombes romaines dans toute la catholicité que l’intérêt renouvelé pour de « vieux » saints locaux, plus ou moins oubliés avec le temps. Le catholicisme tridentin, notamment en réponse aux attaques protestantes, s’édifie donc en donnant une nouvelle actualité à l’ancien sanctoral, non sans opérer évidemment une nouvelle lecture des figures qui le composent, mises en conformité avec les nouveaux idéaux confessionnels.
Mais les enjeux liés à la sainteté originelle dépassent le seul domaine du culte. La réactivation de la mémoire des vieux saints ne saurait ainsi être séparée de stratégies des pouvoirs politiques – des États ou des villes – en quête de renforcement de leurs assises. Plus largement, le corpus de ces figures de sainteté constitue un bien commun, au-delà de la seule institution ecclésiale. La familiarité avec elles est suffisante pour que les diverses formes de productions culturelles (théâtre, littérature, peinture, musique) s’en emparent comme d’un répertoire librement disponible. Le projet qui porte ce livre, fondé sur le croisement d’interrogations conduites sur des documents de divers types, l’inscrit dans le courant actuel d’histoire de la mémoire, c’est-à-dire qu’il accorde une attention particulière, à travers la pluralité des représentations, aux relectures, (ré)appropriations et reconstructions tant des figures singulières que de la cohorte à laquelle ils appartiennent, patrimoine symbolique pour les sociétés des XVIIe et XVIIIe siècles.

Info: EFR

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S. Battista da Varano
Trattato della purità del cuore. De puritate cordis. De perfectione religiosorum
Testo latino e volgare a fronte a cura di S. Serventi
Firenze 2019

Il Trattato della purità del cuore è un’opera della maturità di Battista da Varano nella quale la santa traccia il cammino di perfezione spirituale suddividendolo in tre tappe fondamentali che conducono l’anima dalla purificazione del cuore all’«amorosa crocifissione» e all’offerta volontaria di sé. L’opera è intessuta di citazioni tratte dal Cantico dei Cantici, libro biblico inteso come modello di ascesa a Dio che la clarissa amplia col «libro» della propria esperienza. Come nelle Istruzioni al discepolo anche qui il racconto autobiografico diviene insegnamento, rientrando così nella linea della comunicazione sapienziale. Il recente ritrovamento di due codici cinquecenteschi ha permesso una revisione del testo, consentendo di leggerlo in una versione più completa e vicina all’originale rispetto a quella abbreviata finora nota grazie a tre codici oratoriani del XVII e XVIII secolo. La presente edizione, che pone a fronte il testo latino, De puritate cordis, e quello volgare, intitolato De perfectione religiosorum, mostra come la monaca di Camerino abbia saputo coniugare la propria raffinata cultura umanistica con le più profonde tematiche dell’Osservanza francescana, seguendo in questo le orme di Caterina Vigri, un’altra clarissa passata dalla corte al chiostro, grazie alla quale Camilla aveva imparato i «vocaboli spirituali» mediante i quali esprimere la propria straordinaria esperienza di fede.

Info: www.sismel.it

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La «Passio» di san Donato vescovo di Arezzo.
Edizione critica, traduzione e commento a cura di P. Licciardello

La Passio di san Donato vescovo di Arezzo, martire, secondo la tradizione, nel 362 sotto Giuliano l’Apostata, è un testo agiografico di origine altomedievale che ha goduto di ampia fortuna, essendo trasmesso da più di 200 manoscritti senza contare le versioni inserite nei leggendari abbreviati. La presente edizione è preceduta da un ampio studio introduttivo in cui è ricostruita l’evoluzione del testo, a partire da una versione capostipite di età longobarda (identificata dai Bollandisti con il numero BHL 2289). Emerge un complesso gioco di scritture, riscritture e contaminazioni che si possono ricondurre a tre versioni principali: quella di età longobarda, una versione di età carolingia in cui confluiscono i miracoli dell’omonimo san Donato di Evorea (Famiglia A aucta) e una versione, probabilmente aretina, redatta tra fine X e inizi XI secolo, che mette ordine nelle versioni precedenti (BHL 2294). Sono queste tre versioni principali – intese come snodi centrali nell’evoluzione del testo – a essere oggetto dell’edizione. Ogni testo criticamente stabilito è accompagnato dalla traduzione e da un apparato di note di commento, volte a illustrare fatti e personaggi, aspetti storici, archeologici e linguistici. La straordinaria vitalità di questo testo agiografico attraverso i secoli ne indica il ruolo di primaria importanza nella devozione dei fedeli e nella costruzione dell’identità ecclesiastica locale.

Info: www.sismel.it

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D. Arru
Appunti agiografici
Roma 2018

Fin dai primi secoli della Chiesa si è affermata la pratica della venerazione dei fedeli cristiani che, in vita, avevano reso testimonianza in modo esemplare del loro attaccamento alla fede. Il culto era riservato, nei primi tempi del cristianesimo, ai martiri o a chi, in vita, aveva dato dimostrazione di coerenza con i principi della propria religione, lasciando un esempio da imitare alla comunità dei fedeli. Solo a partire da un certo momento, inizia ad avvertirsi nella Chiesa la necessità di subordinare l’ammissione del culto dei santi ad una serie di controlli e di verifiche intese ad escludere con certezza la sussistenza di circostanze o di elementi contrastanti col culto stesso. Detti controlli e verifiche vengono articolandosi e perfezionandosi lungo i secoli, fino a dar luogo ad una precisa e rigorosa procedura: la canonizzazione. L’accesso all’albo dei santi richiede il passaggio attraverso le varie fasi di tale procedura.
Sono raccolti in questo quinterno alcuni lavori redatti in occasioni diverse come materiale didattico impiegato per le lezioni di storia delle istituzioni ecclesiastiche e per il dottorato in Storia e scienze filosofico-sociali, nell’indirizzo di studi storico-religiosi. Trattandosi di scritti nati nella scuola e per la scuola, essi conservano il carattere discorsivo che è proprio di questo genere di elaborato.

Info: shop.unipass.it

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Francesco da Assisi. Storia, arte, mito
a cura di M. Benedetti e T. Subini
Roma 2019

La difficile eredità di una proposta cristiana di non agevole imitazione nel corso dei secoli trasforma la memoria del Poverello nella dualità tra frate Francesco in sé e san Francesco per noi. Il volume indaga alcune modalità con cui la letteratura francescana ha affascinato taluni ambiti della cultura italiana, e non solo, del XX e XXI secolo in un processo di metamorfosi caratterizzato da una attrattiva “forza di contemporaneità” in un contesto assai spesso definito di “analfabetismo religioso”. Come si spiega questa apparente contraddizione? Il paradosso viene affrontato in un libro-ponte tra passato e presente attraverso molteplici sguardi (filosofia, arte, cinema, musica, teatro, psichiatria, letteratura, devozione, politica e propaganda) muovendo da un ineludibile punto di partenza: le fonti scritte che hanno trasmesso l’avventura religiosa – dal medioevo ai nostri giorni – di un uomo descritto da Tommaso da Celano come «mediocre di statura, piuttosto piccolo; viso un po’ oblungo e proteso; occhi normali, neri e semplici; capelli scuri; lingua mite, bruciante e acuta; voce veemente, dolce, chiara e sonora; barba nera e rada» che, a sua volta, si presenta nei propri affascinanti scritti.

Info: www.carocci.it

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Parole prigioniere. I graffiti delle carceri del Santo Uffizio di Palermo
a cura di G. Fiume, M. García-Arenal
Palermo 2018

Riscoperti e studiati nei primi anni del Novecento da Giuseppe Pitrè, graffiti, disegni e iscrizioni delle carceri segrete del Santo Uffizio spagnolo in Sicilia, collocati all’interno del complesso monumentale dello Steri, rappresentano un unicum nel loro genere e una fonte storica straordinaria e imprevista. Le immagini sacre, le preghiere e le citazioni di salmi e testi biblici costituiscono un vero e proprio inventario delle devozioni di Età moderna nel XVII secolo. La flotta schierata nella battaglia di Lepanto, una squadra di galere, pennoni, alberi e velatura ci parlano di uomini in movimento tra luoghi geografici di cui attraversano frontiere politiche, linguistiche, religiose. Abbondano le scritte in siciliano, latino, italiano, inglese, ebraico, preghiere, citazioni di testi biblici e di salmi, notazioni sulla vita in carcere, composizioni poetiche in siciliano o italiano. Soprattutto sulle pareti del carcere si leggono nomi e cognomi, per esteso o con le sole iniziali, accompagnati spesso da una data: essi ci consentono di risalire alle storie giudiziarie degli autori, conservate negli archivi madrileni, aiutandoci a contestualizzare e decodificare le “urla senza suono” dei reclusi per cause di fede.

Info: Casa Editrice Istituto Poligrafico Europeo

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