Storia e leggenda del santuario di S. Michele al monte Tancia con testo critico, traduzione e commento
a cura di T. Canella
Santo Spirito (BA) 2020

INDICE

 

PREFAZIONE

di Giorgio Otranto

INTRODUZIONE

  1. Il santuario di S. Michele al Tancia
  2. Lo status quaestionis
  3. LA STORIA DEL SANTUARIO

I.1. La storia del santuario nel contesto sabino

I.2. I luoghi della leggenda: Roma, il Soratte, il Tancia

I.3. La cristianizzazione della Sabina: culto angelico, papa Simmaco e la via Salaria nova

  1. Il SANTUARIO DEL TANCIA NEL QUADRO DEL MONACHESIMO SABINO ALTOMEDIEVALE

II.1. Benedetto di S. Andrea, Simmaco e il Soratte

II.2. Farfa, Soratte e affiliazione fra comunità monastiche

II.3. La Revelatio: un testo di fondazione monastica?

II.4. La contesa

III. GLI ANGELI, L’ANGELO, LA FESTA

III.1. Bina forma angelorum: la questione dei due angeli

III.2. Il dies festus

CONCLUSIONI

REVELATIO SANCTI ANGELI DE MONTE TANCIA (BHL 5947 b-c, NS)

TRADIZIONE MANOSCRITTA, TESTO E APPARATO

TRADUZIONE

COMMENTO

Appendice I

Appendice II

BIBLIOGRAFIA

Info: edipuglia.it

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La memoria agiografica di San Michele sul Gargano. Testo critico, traduzione e commento
a cura di A. Lagioia
Santo Spirito (BA) 2017

INDICE

Prefazione
di Giorgio Otranto 

Introduzione
I.1. Il quadro storico e la datazione della leggenda agiografica
I.2. Le prime attestazioni della Memoria garganica nella tradizione indiretta
II.1. La tradizione diretta: consistenza dei manoscritti ed elementi paratestuali
II.2. Elenco e descrizione dei principali manoscritti
II.3. Il così detto

Liber de apparitione e le rubriche della Memoria micaelica
II.4. L’indicazione eortologica e la questione del duplice dies festus
III.1. La tradizione diretta: relazioni fra i testimoni, scelte testuali e criteri ecdotici
III.2. Una riscrittura della Memoria garganica: la redazione α e altre forme derivate,
III.3. L’additamentum iniziale, le Vitae di Lorenzo di Siponto e le versioni greche dell’Apparitio
IV. Le edizioni a stampa

Memoria beati michaelis archangeli (BHL 5948)

Appendix lectionum codicum ς recentiorum vel deteriorum 

Traduzione
Additamentum BHL 5949 

Editio α 

Commento

Bibliografia
Cataloghi e contributi sui manoscritti
Edizioni e studi

Info: edipuglia.it

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Il Santuario di San Michele di Cima e il culto micaelico a Calvanico
a cura di A. Laghezza
Santo Spirito (BA) 2014

Studiare il santuario di San Michele in vertice montis (o San Michele di Cima) ci richiama ai temi forti – oggi sempre più dibattuti dal punto di vista storico-filosofico e antropologico – del rapporto fra luoghi sacri e comunità umane.
Comunque li si voglia intendere, i luoghi sacri attivano indubbiamente, nelle comunità che a essi fanno capo, processi identitari, dinamiche relazionali, effetti sociali e anche economici: pertanto andrebbero investiti della massima attenzione in prospettiva non solo religiosa, ma anche storico-politica e civile.
I testi raccolti nel presente volume si focalizzano dunque sui multiformi temi e problemi emergenti dalle ricerche sul santuario in vertice montis e, più in generale, sul culto micaelico a Calvanico. L’ampiezza e l’articolazione delle prospettive è assicurata dalla presenza di contributi afferenti a settori scientifico-disciplinari differenti: dalla storia cristiana all’archivistica, all’archeologia, alla storia dell’arte.

Info: edipuglia.it

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Via e ciclovia micaelica molisana

Quando: varie date, a partire dal 6 settembre

Viaggi a piedi e/o in bici a Roma – Bojano – Monte Sant’Angelo/Siponto, che valorizzano alcune importanti direttrici della viabilità storica (tardo-antica e medievale) del Molise, mappando e ripercorrendo (in gruppi e momenti distinti) le antiche vie di collegamento dal Lazio al Sannio e dal Sannio alla Daunia.

→ SCARICA il programma dell’evento

 

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A. Marini
Dall’eremo al mito. Studi su Pietro del Morrone – Celestino V
Ariccia (RM) 2020

Il volume raccoglie otto saggi su Pietro del Morrone, poi papa Celestino V, e sulle fonti storiche che permettono la sua conoscenza. L’introduzione presenta lo stato attuale degli studi sul tema ed un breve profilo biografico del monaco pontefice. I saggi sono stati scritti in un periodo che va dal 1987 al 2013, in gran parte in occasione di convegni che hanno riguardato la figura e le immagini di un papa la cui notorietà è inversamente proporzionale alla brevissima durata del suo pontificato.

Info: aracneeditrice.it

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M. Torcivia
Vincenzo Diliberto. Fra Giuseppe Maria da Palermo ofmcap
Soveria Mannelli 2020

Vincenzo Diliberto (Palermo, 1 febbraio 1864-Sortino, Siracusa 1 gennaio 1886) è stato un giovane il cui breve ma maturo percorso umano si è caratterizzato per la profonda fede in Dio e la tenace fermezza. Qualità che lo hanno portato, dopo un attento discernimento vocazionale, dapprima nel Seminario Arcivescovile di Palermo (1881-1884) e poi a Sortino (1885), sede del Noviziato dei Frati Minori Cappuccini. In Convento, ha ricevuto il nome di fra Giuseppe Maria da Palermo.

Il volume presenta la vita, gli scritti autobiografici e biografici e alcuni tratti dell’esperienza spirituale di questa figura rappresentativa della spiritualità cattolica siciliana della seconda metà dell’Ottocento.

Info: www.rubettino.it

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Cammini di Santi – Il laboratorio

Il Laboratorio permanente sui “Cammini di Santi” intende configurarsi come un “think tank”, un terreno da dissodare con riflessioni teoriche su un fenomeno di grande attrattiva ed eminentemente trasversale quanto a competenze e ad ambiti di interesse: quello dei Cammini.

Il Laboratorio ha la sua genesi in due Panels promossi dall’AISSCA: il primo è stato presentato alla Terza Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana sulla Public History “Invito alla Storia” (Santa Maria Capua Vetere e Caserta, 24-29 giugno 2019); il secondo alla IV edizione dei Cantieri AISSCA dell’Agiografia “Comunicare la santità” (Roma, Università-Sapienza e Istituto “Antonianum”, 21-23 gennaio 2019). Alle iniziative hanno partecipato: Laura Carnevale (Università di Bari Aldo Moro), Ada Campione (Università di Bari Aldo Moro), Angela Laghezza (Università di Bari Aldo Moro), Umberto Longo (Sapienza-Università di Roma), Renzo Infante (Università di Foggia), Gianni Bergamaschi (Università Cattolica, Milano) e Mariantonietta Romano (Presidente dell’Associazione Culturale “Via Micaelica Molisana”).

I Cammini debbono essere considerati un fenomeno storico e agiografico nel senso più pieno dei due termini. La prospettiva storico-agiografica è infatti cruciale quando si parla di Cammini, in primis con riferimento alla storia attuale, soprattutto a quella di questo 2020 drammaticamente segnato dalla crisi del COVID19, che da un lato sta portando molti turisti a convertirsi in “camminatori” e che, dall’altro, sta inducendo i fedeli a rinnovate forme di religiosità, culto e devozione nei confronti di santi protettori e Madonne. In secundis, tuttavia – ed è quello che più interessa gli specialisti e gli addetti ai lavori – la pratica del Cammino va intesa come un fenomeno storico-agiografico del presente necessariamente legato al passato, attraverso la plurisecolare storia dei percorsi di pellegrinaggio, che, talvolta sottotraccia, permea ancora per molti aspetti alcuni sviluppi attuali. La pratica del pellegrinaggio, a sua volta, è connessa con l’esistenza di specifici luoghi sacri, polo d’attrazione e convergenza dei pellegrini: i santuari. Connotati da un “surplus di santità” e scrigno di reliquie, memorie, corpi o oggetti sacri, questi luoghi sorsero ovunque sul continente europeo a partire dalla tarda antichità, dalle coste del Mediterraneo a quelle dell’Atlantico: particolarmente importanti, anche per le vie di pellegrinaggio a essi collegate, furono i santuari micaelici, giacobei, nicolaiani, mariani. Si tratta di fondazioni spesso di rilievo cruciale nel tempo sul piano storico-politico, oltre che storico-religioso, e che allo stato attuale custodiscono un patrimonio ricco e stratificato, materiale e immateriale – memorie identitarie, tradizioni religiose, pratiche devozionali, oggetti votivi, manufatti artistici talvolta di elevatissima fattura –, in molti casi da riscoprire e da valorizzare.

Sul tema dei santuari sono state condotte ricerche pluridecennali da illustri studiosi membri dell’AISSCA (basti citare i nomi di Sofia Boesch Gajano, Giorgio Otranto, André Vauchez, Roberto Rusconi) e dell’AIRS (Associazione Internazionale per la Ricerca sui Santuari) (consulta la collana editoriale), e riprese recentemente in iniziative e progetti nuovi, quali la pubblicazione della Collana Santuari Cristiani d’Italia, il Censimento dei santuari francesi a cura dell’AIRS o e il Progetto FIRB “Spazi e percorsi sacri” (2012-2017).

Allo stato attuale i Cammini si inseriscono nell’ambito del turismo lento e sostenibile, naturalistico, religioso, culturale e concorrono alla valorizzazione di aree attualmente marginali o rurali. In particolare, i “Cammini di Santi” possano essere intesi secondo diverse accezioni:

  • percorsi che ricostruiscono l’iter cultuale e devozionale dedicato al santo, anche attraverso una “catena” di santuari a lui intitolati;
  • percorsi che ricostruiscono, con correttezza storica, l’itinerario della traslazione di reliquie;
  • percorsi che ripropongono ai camminatori/pellegrini moderni le vie calcate da un santo.

Alla luce di quanto evidenziato, il Laboratorio permanente si propone di fungere da volano per iniziative diverse e rivolte a un target diversificato (conferenze, seminari didattici, tavole rotonde, proiezioni cinematografiche o documentarie) ed è concepito come una “cassa di risonanza” per eventi collegabili a specifici Cammini sul territorio nazionale (inaugurazione di nuovi percorsi, rivalutazione di antiche vie di pellegrinaggio).

Nell’ambito del Laboratorio, inoltre, si intendono sviluppare almeno le questioni qui sotto indicate.

1) La problematicità della denominazione di “cammini storici”, nell’ambito dei quali andrebbero almeno distinti:

– gli itinerari culturali che connettono località di interesse storico, non sempre in origine collegate da vie di percorrenza antiche e medievali (può trattarsi di “cammini tematici”, “cammini archeologici” etc.);

le vie storiche di pellegrinaggio, cioè gli itinerari documentati come realmente percorsi, in epoca tardoantica, medievale e/o moderna, dai pellegrini (ma anche da mercanti, soldati etc.) diretti a specifici luoghi santi (santuari di San Michele Arcangelo, di San Giacomo di Compostela, di San Nicola, santuari mariani etc.) ma anche, per esempio, dalle reliquie di santi (percorsi di traslazione).

2) Il ruolo svolto dagli agiografi ai fini di una corretta conoscenza della figura del santo, del contesto storico in cui si colloca la sua esistenza e della sua tradizione cultuale, nonché del patrimonio storico-artistico e demo-antropologico implicato nella valorizzazione dei Cammini. Si tratta di un ruolo cruciale non solo per la ricerca, ma anche per la diffusione di corrette informazioni presso un pubblico di non specialisti, al fine di consegnare ad una audience ampia e consapevole una nuova idea dei “Cammini di Santi”.

3) Il rapporto fra camminatori e pellegrini antichi e medievali, nonché fra camminatori e pellegrini nel XXI secolo: è un rapporto che si declina in primo luogo attraverso i motivi e le intenzioni che conducono a mettersi in marcia, ma si esprime anche – per esempio – attraverso la percezione del tempo e dello spazio da parte di chi cammina. Pensiamo ad aspetti quali la consapevolezza storica dei camminatori, la loro “memoria culturale”, la scelta degli itinerari, l’esercizio o meno di pratiche identitarie collettive, le forme di frequentazione dei luoghi sacri (interessi cultuali e/o culturali, naturalistici etc.). Si pensi inoltre al fatto che i percorsi di pellegrinaggio erano veicolo non solo di persone, ma di idee, testi, merci, reliquie, prospettive religiose, ideali di vita: i pellegrini, pertanto, erano quant’altri mai viandanti aperti, nella loro tensione verso l’incontro con l’Altro, al confronto con il diverso e l’inatteso.

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M. Papasidero
Translatio sanctitatis. I furti di reliquie nell’Italia medievale
Firenze 2019

Il volume ha l’obiettivo di analizzare la tradizione agiografica dei trafugamenti di reliquie nell’Italia medievale. Dal momento che il tema dei furta sacra vanta una consolidata tradizione storiografica, si è deciso di porre l’attenzione su testi e contesti che non sempre hanno ricevuto la dovuta attenzione, al fine di valorizzarne i caratteri e le affinità. Il cuore del libro è costituito dall’analisi delle translationes furtive, i racconti agiografici che narrano il trasferimento di reliquie da un luogo a un altro in seguito a un furto. Attraverso lo studio dei contesti storici, delle dinamiche narrative, dei temi letterari e degli aspetti antropologici, si è cercato di soffermare l’attenzione sulla ricchezza e complessità del fenomeno nel corso dei secoli, tratteggiando la storia di uno specifico aspetto del culto dei santi e delle reliquie, che è anche storia della cultura e dell’immaginario religioso medievali.

Info e download: www.fupress.com

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P. Messa
Francesco profeta. La costruzione di un carisma
Roma 2020

Nello scorrere del tempo Francesco d’Assisi fu riconosciuto come profeta, ossia persona dotata di doni profetici. Così, ad esempio, alcune fonti, dopo aver dimostrato che l’Assisiate fu apostolo, avendo imitato la vita di Cristo, ed evangelista, a causa della predicazione, affermano che il santo fu reso dal Signore profeta luminoso e straordinario.

Il tema della profezia, che coinvolge non soltanto la religiosità, ma anche diversi ambiti della vita personale e sociale, nel corso degli anni è stato esaminato da storici delle religioni e del cristianesimo sotto molteplici aspetti, fino ad essere approfondito e studiato nei suoi contenuti, contesti specifici ed esiti. Considerando i risultati raggiunti e i diversi metodi di approccio è interessante studiare Francesco d’Assisi e il carisma profetico a lui attribuito.

Info: www.viella.it

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